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Andiamo al supermercato
Prodotti alimentari biologici

L'Italia è tra i Paesi dell'Unione Europea con il maggior numero di aziende biologiche grazie alle favorevoli condizioni climatiche, agronomiche e di mercato ed agli incentivi economici comunitari messi a disposizione dalle imprese agricole per il passaggio alla gestione "biologica".

L’impiego massivo e talora incontrollato della chimica in agricoltura associata alla mancanza di informazione sugli effetti delle manipolazioni genetiche ha portato il consumatore ad avvicinarsi sempre più ai prodotti biologici.

Per alimento biologico, o tecnicamente "alimento derivante da agricoltura biologica", si definisce un prodotto ottenuto con metodologie colturali particolari, senza l'impiego di sostanze chimiche di sintesi, sia durante la coltivazione sia durante le fasi di lavorazione. Il ridotto utilizzo di fitofarmaci, lo sfruttamento meno intensivo dei terreni, la salvaguardia e il rispetto delle condizioni di alimentazione e stabulazione degli animali allevati, sono tutti elementi che caratterizzano l'impiego di queste tecniche agronomiche definite eco-compatibili.

Infatti, la normativa comunitaria non parla di certificazione di prodotto biologico bensì di certificazione del processo di produzione biologico. In Italia il sistema di certificazione delle aziende che applicano il metodo dell'agricoltura biologica è demandato ad organismi di controllo privati, riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle Regioni. Tutti i prodotti provenienti da agricoltura biologica devono riportare in etichetta l'ente di certificazione a cui sono soggetti e l'autorizzazione ministeriale.

Le categorie dei prodotti disciplinati dalla normativa di settore sono tre:

1. prodotti agricoli vegetali non trasformati;
2. prodotti composti da uno o più ingredienti di origine vegetale o animale;
3. prodotti animali trasformati.

Gli operatori del biologico devono sottoporsi ad un sistema di controllo dell’Autorità attraverso organismi privati di controllo riconosciuti dallo Stato che certificano “biologici” gli alimenti prodotti soltanto se sono stati ottenuti secondo le norme di produzione biologica indicate nella normativa, tra le quali risalta il divieto d'impiego di taluni prodotti fitosanitari, concimi, antiparassitari chimici nonché organismi geneticamente modificati.
In macelleria, le carni biologiche devono essere esposte in apposita sezione ben identificata del banco vendita. Sui tagli anatomici devono essere visibili gli attestati di macellazione che riportano le indicazioni “biologico” e le altre indicazioni già previste per le carni. Tali indicazioni devono essere riportate anche sulle carni confezionate.

In sintesi il consumatore, per essere certo di acquistare un prodotto biologico, dovrà controllare che sull’etichetta vi siano le seguenti indicazioni:

  • prodotto da Agricoltura biologica - Regime di controllo CE (facoltativo);
  • controllato da (con nome dell’organismo di controllo) e con numero e data del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali relativo all'autorizzazione, in applicazione del Reg. CEE n. 2092/91 ed inoltre il codice del prodotto indicato dalla sigla IT accompagnata da una serie numerica.

Il settore richiede la massima attenzione poiché non sono state rare le frodi realizzate immettendo sul mercato prodotti tradizionali etichettati quali biologici.

Dal 1° gennaio 2009 è entrato in vigore il Reg. CE n. 834/2007 relativo alla produzione e all'etichettatura dei prodotti biologici che ha abrogato il Reg. CEE 2092/91.
Ai sensi dell'art. 24, paragrafo 1, lettera b), del suddetto regolamento, a partire da tale data, un logo comunitario dovrà obbligatoriamente figurare sui prodotti biologici preconfezionati.

E' già stato previsto, con Reg. CE n. 967/2008, recante modifiche all'art. 24 paragrafo 1, lettere b) e c) del Reg. 834/2007, l'apposizione del logo comunitario identificativo dei prodotti biologici a decorrere dal 1° luglio 2010.

Fonti normative

  • Reg. (CE) 28/06/2007 n.834.