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Questioni di privacy

Si parla tanto di "privacy", ma di cosa si tratta?

Viviamo oggi in una società in cui l'utilizzo degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie se da un lato ha facilitato la nostra vita quotidiana dall'altro ci fa sentire un po' come i componenti della società governata dal "Grande Fratello" descritta da George Orwell nel libro intitolato "1984". Si pensi, per esempio, alle videocamere disseminate nelle città per le videosorveglianze od anche alle banche di dati dei vari Enti Pubblici e Privati, i quali conservano ed elaborano le informazioni che ci riguardano per offrirci i loro servizi ed i loro prodotti.
Ecco perché il Parlamento Italiano ha introdotto un complesso di norme giuridiche volte ad agevolare l'uso delle nuove tecnologie senza contestualmente incidere in modo ingiustificato nella sfera di riservatezza delle persone, che è generalmente definita dal termine anglossassone "Privacy"

Il Codice sulla privacy

Il complesso di norme giuridiche a cui si è fatto riferimento è il D. Lgs. 30 giugno 2003 n.196, "Codice in materia di protezione dei dati personali", noto anche come "Codice sulla privacy", raccoglie sistematicamente tutta la disciplina normativa finalizzata a garantire che tutti gli utilizzi da parte di Enti Pubblici o Privati delle informazioni che riguardano le persone si svolgano nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale.

Il Codice sulla privacy utilizza termini tecnici. Proviamo a tradurli

Prima di esaminare alcuni particolari settori della normativa sulla privacy, appare opportuno precisare il significato di alcuni termini tecnici. [dUn uomo consegna i propri dati personali ad un privato.]

Il "dato personale" è qualsiasi informazione che si riferisca anche indirettamente ad una persona fisica o giuridica, pubblica o privata. Così ad esempio sono dati personali un nome, un cognome, un indirizzo, un numero di telefono, ecc.
Una particolare categoria di dati personali sono i "dati sensibili", cioè le informazioni idonee a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Ad esempio sono dati sensibili tutte le informazioni attinenti alle malattie registrate sui certificati medici, ogni informazione relativa a pratiche religiose come la partecipazione a gruppi di preghiera, nonché l'adesione a partiti politici o sindacati.
Qualunque operazione o complesso di operazioni effettuate con i dati personali (conservazione, elaborazione, comunicazione, diffusione etc.) è definita "trattamento". [d] Il titolare dei dati personali.
Il "titolare" è la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, cui competono le decisioni in ordine alle finalità ed alle modalità del trattamento di dati personali. Coloro che attuano le decisioni del titolare sono definiti "responsabili". Infine, l'"interessato" è la persona fisica, la persona giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati personali oggetto del trattamento.

Il "Garante per la protezione dei dati personali", noto anche come "Garante per la Privacy", è l'Autorità Indipendente (organo collegiale costituito da quattro componenti, eletti due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica) che vigila sulla corretta applicazione della normativa.


Il trattamento da parte di soggetti pubblici e privati [d]

Una donna chiede informazioni all'ufficio relazioni con il pubblico.

Gli enti pubblici effettuano il trattamento di dati personali per lo svolgimento delle funzioni istituzionali senza necessità di richiedere il consenso degli interessati.
Invece, il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato che è validamente prestato solo se:

  • è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato;
  • è documentato per iscritto;
  • è stata resa all'interessato l'informativa prevista dal codice.
  • Ma cos'è questa "informativa"? La persona presso la quale sono raccolti i dati personali deve essere previamente informata oralmente o per iscritto circa:
  • le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;
  • la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;
  • le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;
  • i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione dei dati medesimi;
  • i diritti che può esercitare;
  • gli estremi identificativi del titolare e del responsabile.

Si tenga conto, comunque, che l'informativa può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza può ostacolare in concreto l'espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di funzioni ispettive o di controllo svolte per finalità di difesa o sicurezza dello Stato oppure di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Quali sono i nostri diritti e come possiamo farli valere?

Le persone i cui dati sono oggetto di trattamento hanno un'estesa gamma di diritti che possono esercitare. In particolare hanno diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di propri dati personali che li riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. Possono inoltre richiedere indicazioni circa il trattamento (origine dei dati, finalità, modalità, logica applicata, nominativo di titolare e responsabile) e possono opporsi per motivi legittimi ovvero chiedere l'aggiornamento o le correzioni ritenute necessarie.
I diritti possono essere esercitati con richiesta rivolta senza formalità al titolare o al responsabile.Un signore sta visionando alcuni dati in un pubblico registro. [d]
Vi sono comunque dei limiti all'esercizio dei diritti.
Questi non possono essere esercitati in relazione ai trattamenti eseguiti per finalità di polizia, di giustizia, di indagini difensive, di politica monetaria e valutaria ed inoltre per i trattamenti eseguiti da fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico relativamente a comunicazioni telefoniche in entrata.

Alcuni casi concreti

Vediamo ora alcuni casi pratici che sono stati evidenziati in specifici provvedimenti del Garante per la Privacy consultabili sul sito www.garanteprivacy.it .