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In vacanza ... in montagna
Chiamata di soccorso

Un escursionista bloccato davanti ad un precipizio chiama telefonicamente il soccorso. [d]La telefonia cellulare, oggi, consente di connettersi con facilità ai numeri dell'emergenza sanitaria in caso di infortunio anche in montagna. Tuttavia, non tutto il territorio nazionale è coperto dalle cellule telefoniche e a quote elevate o in certe posizioni ci si può trovare in assenza di campo.

Nei casi di emergenza, in cui non è possibile chiamare i soccorsi dal cellulare, è opportuno inviare almeno una persona verso il primo telefono disponibile, lasciando l'infortunato con il resto del gruppo.

In tali casi è consigliabile che la chiamata di soccorso sia inviata preferibilmente al 118 e, soltanto in via ausiliaria, ad uno degli altri numeri di Pronto Intervento (112, 113, 1515).

Quando chiamate, mantenete la calma e rispondete con precisione e dovizia di particolari all'operatore della Centrale Operativa, perché ogni intervento in montagna possa essere attentamente valutato e programmato nei minimi particolari.

E' bene che il chiamante fornisca all'operatore le seguenti informazioni:

  • il numero telefonico dal quale chiama;
  • le sue generalità in modo preciso;
  • le indicazioni sufficienti per individuare la zona dove è accaduto l'evento, comunicando il rifugio più vicino e la località da cui l'infortunato o il gruppo è partito per la gita;
  • se l'infortunato ha subito traumi da caduta (e se sì di quanti metri) o se ha avuto un malore;
  • se chi è con l'infortunato è raggiungibile attraverso radio in modo da avere informazioni sui suoi parametri vitali in tempo reale;
  • indicazioni riguardo la zona dove si trova l'infortunato (se prato, gola, canale, se ci sono cavi ad alta tensione o teleferiche in genere);
  • stima relativa alla distanza dell'infortunato dalla prima strada percorribile con mezzi di soccorso;
  • indicazioni riferite alle condizioni climatiche relative al luogo dove si trova la persona da soccorrere.