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Consigli per gli insegnanti

 

  • Il bullismo è una dinamica relazionale di gruppo. Considerate che i ragazzi tendenti all'isolamento sono più a rischio di cadere vittima di atti di bullismo.
  • L'atto di bullismo non si esemplifica in una singola condotta di prepotenza ma si costruisce nel tempo confermando i ruoli di vittima, bullo e spettatore. Quindi in un progetto educativo, di controllo e prevenzione del fenomeno, occorre coinvolgere tutti i protagonisti (vittima, bullo e spettatore) e i genitori.
  • Organizzate dei gruppi di discussione e confronto sul fenomeno prendendo spunto anche dalle notizie di cronaca.
  • Coinvolgete attivamente i genitori e concordate un’alleanza educativa di confronto e prevenzione.
  • Tenete in considerazione che ogni azione educativa deve essere rivolta a tutto il gruppo classe e non deve limitarsi al biasimo del singolo bullo.
  • Soprattutto se avete una classe al primo anno di un ciclo di studi, investite un po’ del vostro tempo a curare le relazioni dei ragazzi in classe per trasformare un insieme casuale di studenti in un gruppo sereno e armonioso.
  • Curate i momenti di incontro extrascolastici come gite, visite ai musei, ai teatri, etc. per favorire l’integrazione del gruppo.
  • Considerate che i momenti in cui la maggior parte dei bulli agisce indisturbata sono le pause dedicate alla ricreazione e alla mensa.
  • Tenete presente che per facilitare il racconto di ciò che sta accadendo potrebbe essere utile l'istituzione di una linea telefonica, per genitori e vittime, a cui rivolgersi.
  • Prendete in considerazione che potrebbe essere utile anche adottare una "cassetta postale delle prepotenze" dove lasciare dei biglietti in cui si racconta ciò che succede.
  • Abituate i ragazzi a raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità.