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In ospedale

I diritti del paziente ricoverato in strutture ospedaliere ricevono, attualmente, una crescente attenzione rispetto al passato, grazie ad una maggiore sensibilizzazione della collettività soprattutto nei confronti di determinate categorie di pazienti come i bambini, le persone affette da patologie croniche, etc.
Emerge ad esempio in modo preponderante il diritto all'informazione del paziente esplicabile anche nel consenso informato, dove il paziente acquisisce una maggiore consapevolezza del trattamento proposto, dei rischi eventuali e decide se accettarlo o meno.
Tra gli organismi di tutela, il Tribunale per i diritti del malato contribuisce a realizzare una organizzazione più umana e razionale del servizio sanitario nazionale. E' costituito da cittadini comuni, ma anche da operatori dei servizi e da professionisti che si impegnano a titolo volontario, su una rete di sezioni locali presenti su tutto il territorio nazionale.
Il Difensore Civico è la persona a cui i cittadini possono rivolgersi per chiedere chiarimenti su pratiche che li riguardano, o presentare le proprie rimostranze per i disservizi, i ritardi, le eventuali iniquità di comportamento di uffici o di enti dipendenti dalla Regione come gli ospedali, le ASL, etc.
Alcuni Organismi di tutela dei diritti delle persone bisognose di cure hanno messo a punto la Carta dei diritti del malato, che tratta di argomenti di tutela dall'accoglienza in ospedale a tutte le informazioni sul decorso della malattia e sul diritto alla riservatezza.

Vi proponiamo dei consigli generali sui comportamenti più opportuni da adottare in caso di ricovero in ospedale per rendere la degenza più agevole e il più possibile serena!

Il consenso informato[d]

Un medico fa firmare ad un paziente il consenso informato.Il consenso informato è una sorta di contratto tra medico e paziente in cui quest'ultimo viene informato sul trattamento proposto dal medico e decide se accettarlo o meno.
In questo tipo di documento vengono illustrati gli obiettivi della cura e se il trattamento richiederà un farmaco ancora in fase sperimentale con l'indicazione dei rischi e dei disagi correlati.
Il consenso informato scritto, tuttavia, non deve mai sostituire il dialogo tra il medico e la persona bisognosa di cure. Il colloquio tra le due parti è infatti fondamentale: solo dopo aver ricevuto adeguate informazioni, l'individuo è in grado di decidere in modo consapevole e in piena libertà.

Consigli

  • Se desiderate ridurre il tempo di degenza ospedaliera e il ricovero non riveste carattere di urgenza, potete fare tutti gli accertamenti preliminari in regime ambulatoriale o in day hospital.
  • Al momento del ricovero, prendete nota del nome del medico che vi segue più da vicino e/o del Primario del Reparto. In questo modo avrete un referente costante se dovrete chiedere, voi o i vostri familiari, dei chiarimenti sulla terapia da seguire o sui periodi pre e post-operatori.
  • Se dovete sottoporvi ad un intervento chirurgico che non è urgente, raccogliete tutte le informazioni necessarie sulle strutture sanitarie che offrono maggiori garanzie di competenza e serietà professionale. Ottime fonti di informazioni sono i quotidiani (soprattutto quelli che hanno l'inserto specifico sulla salute), alcuni settimanali del settore o di attualità, siti Internet delle maggiori strutture sanitarie, pubbliche e private, l'A.S.L. di competenza territoriale o il medico di famiglia.
  • Se vi rivolgete ad una struttura privata, fatevi fare un preventivo completo di tutte le prestazioni offerte (stanza, medicine, assistenza infermieristica, etc.), e non solo di quelle relative all'intervento chirurgico di per sé. Se avete una assicurazione sanitaria privata, informatevi delle voci di spesa effettivamente coperte.
  • Ricordate che nelle maggiori istituzioni sanitarie esistono degli uffici "relazioni con il pubblico" (URP) oppure dei Centri per i diritti del Malato a cui vi potete rivolgere se volete segnalare dei disservizi.
  • Se siete soli e non siete autosufficienti potete richiedere un trattamento integrato e globale che assicuri tutta l'assistenza necessaria per il periodo di ricovero, nonché avvalervi anche dell'ausilio del personale volontario dell'Associazione Volontari Ospedalieri (AVO) presente presso i Presidi Ospedalieri. Potete anche informarvi sulle modalità di dimissioni protette a proseguimento dell'assistenza per situazioni di transitoria inabilità o croniche utilizzando anche strutture di trattamento riabilitativo ed una adeguata assistenza domiciliare.
  • Tenetevi aggiornati sui risultati delle indagini cliniche e sui trattamenti che state seguendo, anche consultando periodicamente la cartella clinica Un medico mostra al paziente la sua cartella clinica.personale che deve essere aggiornata e compilata dal medico di fiducia e scritta in modo leggibile e comprensibile. Informatevi costantemente sulle previsioni relative alla durata della degenza. Fate aggiungere sulla cartella eventuali incompatibilità terapeutiche o altri elementi che volete segnalare. [d]
  • Per rompere la monotonia della degenza ospedaliera, frequentate le aree di socializzazione (sale per incontri con parenti e visitatori, biblioteche, sale con televisore) che esistono nella maggior parte delle strutture sanitarie, a meno che non esistano impedimenti di natura medica. Alcuni ospedali curano la pubblicazione e la distribuzione gratuita di opuscoli informativi recanti notizie utili sull'organizzazione e funzionamento della struttura.
  • Nel caso di piccoli pazienti:
    • seguite da vicino i bambini ricoverati o sottoposti a terapie ambulatoriali;
    • assicuratevi che il tempo di degenza ospedaliera sia limitato all'indispensabile;
    • ricordate che nelle strutture ospedaliere devono essere assicurati al bambino degente spazi per attività ludiche ed iniziative per garantire il suo diritto allo studio;
    • spiegategli, nei limiti dell'età e del livello di comprensione, la necessità del ricovero e delle cure che deve seguire per aumentare la sua collaborazione e fargli vivere l'esperienza nel modo più sereno possibile.
  • Per quanto riguarda le spese sanitarie, ricordate che i lavoratori dipendenti, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, possono chiedere una sola volta, un'anticipazione non superiore al 70% del trattamento di fine rapporto anche in relazione ad eventuali spese sanitarie ed interventi straordinari ai sensi degli art. 20 e 21 del codice civile. Se l'anzianità è almeno di cinque anni si può usufruire della cosiddetta "cessione del quinto dello stipendio" anche per accertamenti sanitari ai sensi della L. 1139 del 1997.
  • I diritti degli stranieri sono assicurati dal Ministero della Salute che ha stabilito le 10 regole per l'assistenza sanitaria agli immigrati.