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Comando Carabinieri Tutela per l'Ambiente

Pubblicazioni - Operazione "Lago blu"

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operazione lagoblu[d]

Premessa


 

La presente pubblicazione è un contributo informativo che i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente promuovono aderendo pienamente ai principi ed alle finalità propugnate e sostenute dalla Comunità Europea in materia di controllo e monitoraggio ambientale, in un contesto in cui sempre più chiaramente emerge la funzione strategica rivestita da una corretta, sistematica informazione che costituisce la più efficace forma di difesa dell’ambiente. È la proposta di un modello di sicurezza che ricerca la responsabile e fattiva partecipazione di tutti i cittadini ed in particolare delle generazioni più giovani, affinché divengano i custodi ed i principali protagonisti della tutela di un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo il dovere di dividere e condividere nel rispetto dei diritti delle generazioni future.

 

L’attività di controllo, in questa fase, ha preso in esame 20 laghi (Orta, Place Moulin, Iseo, Santa Giustina, Santa Croce, Sauris, Osiglia, Valle Bertuzzi, Massaciuccoli, Trasimeno, Polverina, Salto, Bomba, Guardialfiera, Fusaro, Varano, Ponte Fontanelle, Ampollino, Pozzillo, Omodeo) considerati come eco-sistemi di riferimento, con una superficie idrica di complessivi 366,8 Km2, e si è sviluppata attraverso la verifica dello stato degli impianti di depurazione e di discarica presenti sugli 88 comuni su cui si estendono i bacini.

 

Il monitoraggio ha definito un quadro di situazione costituito da 90 controlli di cui 19 hanno evidenziato situazioni di non conformità alla normativa ambientale determinando un livello generale di illegalità pari al 21%.

 

grafico controlli


 

Il documento è completo di alcune analisi delle acque che a mero titolo orientativo saranno convogliati nei dati di competenza del Ministero della Salute e delle A.R.P.A., e la cui acquisizione, in questo ambito, consente:

 

  • di verificare, a grandi linee, l’efficacia dei controlli delle campagne di sicurezze del C.C.T.A in relazione alle classi di obiettivi esaminate;
  • di individuare, in fase di pianificazione, ulteriori categorie di obiettivi da verificare nelle future campagne operative.

 

 

Inoltre sono stati acquisiti quattro profili informativi di rilevante interesse, indicativi della pressione ambientale proiettata dai diversi indicatori considerati. In particolare è stata definita:

 

  1. consistenza anagrafica (con misure di variazione turistica) dei territori comunali serviti dagli impianti;
  1. consumi (e costi) di energia elettrica degli impianti;
  1. tempistica della manutenzione degli impianti;
  1. dimensione e costi dello smaltimento dei rifiuti urbani dei territori comunali dove insistono gli impianti.

 

In un assetto sinergico ed interdisciplinare, il documento deve essere considerato come un punto di riferimento dinamico che ogni soggetto Istituzionale interessato alla tutela dell’ambiente può utilizzare, integrare e completare a seconda delle proprie specifiche competenze mentre i livelli di illegalità indicati derivano dalla sola attività di riscontro sull’osservanza della normativa vigente a cura del C.C.T.A., per cui non devono essere utilizzati per stilare graduatorie di merito sullo stato di inquinamento dei corpi idrici.

Situazione dei laghi italiani



Il nostro Paese è abbastanza ricco di laghi. Vi si trovano, infatti, circa 500 laghi con superficie superiore a 0,2 km2 di interesse naturalistico, paesistico o di risorsa idropotabile. Nel solo arco alpino, inoltre, ci sono oltre 4000 corpi lacustri più piccoli ma certamente di valore ambientale elevato.

 

water_it.gif (47695 byte)Il volume d’acqua invasato è di circa 150 km3. Questa quantità potrebbe far pensare ad una larga disponibilità d'acqua. Questa risorsa, però, si trova soprattutto nel Nord del Paese, nei grandi laghi sud alpini: Orta, Maggiore, Lugano, Como, Iseo e Garda (130 km3).

Quindi, solamente 20 km3 di acqua sono distribuiti nella restante part.e del Paese e la maggior part.e di essi è collocata in Italia Centrale, nei laghi Bolsena, Bracciano, Vico e Trasimeno. Soltanto una part.e molto piccola, pari al 3% del volume totale, è in ambienti lacustri situati nelle regioni meridionali ed insulari. Si tratta soprattutto di laghi art.ificiali appositamente realizzati per far fronte alle esigenze di approvvigionamento idropotabile ed irriguo di quelle regioni. Dato il clima semiarido che caratterizza le regioni meridionali del Paese, i bacini art.ificiali là realizzati sono soggetti ad ampie fluttuazioni del volume di acqua invasata. In anni di part.icolare siccità si può verificare un loro quasi completo essiccamento (in Sicilia nel 1993 i 30 laghi art.ificiali contenevano solo il 20% circa del loro volume potenziale).

Se l’importanza dei grandi bacini lacustri è evidente, tuttavia bisogna sottolineare come anche i bacini minori, i cosiddetti piccoli laghi, rivestano una notevole importanza. Essi, infatti, grazie alla loro distribuzione nel territorio rendono più accessibile ad un elevato numero di utenze un bene ambientale, l'acqua, di primaria importanza in quanto fattore fondamentale per lo sviluppo di importanti attività dell’uomo in molte part.i del nostro Paese.

Quindi anche i piccoli laghi, di pianura o di zone montane, necessitano di part.icolari attenzioni per la loro salvaguardia, anche in considerazione della loro maggior vulnerabilità ai fattori di stress ambientale. Non diversamente da quanto accade negli altri paesi industrializzati, i laghi italiani sono soggetti ad un deterioramento qualitativo delle loro acque imputabile a tre cause:

 

  • l’eutrofizzazione, causata da un eccessivo carico di nutrienti (azoto e fosforo);
  • l’acidificazione, prodotta dall’acidità delle deposizioni atmosferiche;
  • l’inquinamento da sostanze tossiche, causato dallo scarico di effluenti industriali.

 

L’eutrofizzazione è, per i laghi pedemontani, il problema più diffuso mentre i laghi alpini sono più sensibili all’acidificazione. L’inquinamento da sostanze tossiche colpisce meno di una decina di laghi , incluso il Lago d’Orta che, fino agli interventi di risanamento degli inizi di questo decennio, era il più grave esempio di questo tipo di fenomeno.

 

Laghi alpini.

 

Quello dell’acidificazione è il rischio più grave per i laghi d’alta quota. Una ricerca sistematica su queste problematiche è iniziata negli anni 70 con lo studio della qualità delle precipitazioni atmosferiche ed è proseguita nell’ambito di programmi dell’Unione Europea anche in collaborazione con paesi (Svizzera ed Austria) coinvolti nel problema. E’ stato costruito un data base relativo a 650 laghi dei quali 510 alpini e 200 d’alta quota dal cui esame è emerso che mentre soltanto l’1% dei laghi pedemontani è sensibile all’acidificazione, la percentuale sale al 52% per i laghi alpini. Si è pure messo in evidenza che il 2% dei laghi studiati hanno valori di pH inferiori a 5,3, limite al di sotto del quale le biocenosi vengono seriamente danneggiate, ed il 5% hanno un pH inferiore a 6.

 

Laghi pedemontani.

 

La maggior part.e di questi corpi d’acqua, inclusi i bacini art.ificiali, è soggetto nel nostro paese all’eutrofizzazione. Per quanto riguarda in part.icolare i grandi corpi d’acqua a valle dell’arco alpino, importanti per le loro dimensioni e per la popolazione che attorno ad essi gravita, questi erano originariamente oligotrofi. La loro evoluzione trofica, descritta dalle variazioni di concentrazione del fosforo che è il fattore limitante la produzione algale, mostra che il lago più precocemente interessato al fenomeno è stato il Lugano, che tuttora rimane decisamente eutrofo presentando concentrazioni superiori ai 150 km3. Nei laghi Como, Maggiore ed Iseo l’incremento di concentrazione del fosforo si è evidenziato negli anni sessanta ed ha raggiunto, nei primi due ambienti, i valori massimi alla fine degli anni settanta mentre nell’Iseo l’incremento è continuato, sia pur con una stasi nel decennio 1975-1985, fino al presente. Il decremento del fosforo nel Lago Maggiore è stato part.icolarmente notevole e tale da far considerare di nuovo oligotrofo questo lago. Il lago di Garda è sempre stato, tra i laghi sudalpini, il più povero di fosforo anche se nei primi anni novanta la concentrazione di questo elemento è aumentata arrivando a superare, sia pur di poco, i 10 km3.

 

Nel nord del paese sono presenti, accanto ai grandi laghi, numerosi bacini di assai più modeste dimensioni ma ugualmente importanti per l’approvvigionamento idrico a scopo alimentare, agricolo ed industriale. Con poche eccezioni, si tratta di laghi eutrofi a causa di scarichi urbani e del rilascio di fertilizzanti dal bacino imbrifero.

 

Un terzo importante gruppo di laghi importanti per profondità e volume è situato in Italia centrale. Questi corpi d’acqua, per la maggior part.e di origine vulcanica, sono tutti in condizioni di eutrofia.

 

L’attività di controllo


grafico controlli sui laghi

ATTIVITA' DI CONTROLLO
Lago d’Orta Piemonte
Lago Place Moulin Valle d'Aosta
Lago d’Iseo Lombardia
Lago Santa Giustina Trentino Alto Adige
Lago Santa Croce Veneto
Lago Sauris Friuli Venezia Giulia
Lago Osiglia Liguria
Lago Valle Bertuzzi Emilia Romagna
Lago Massaciuccoli Toscana
Lago Trasimeno Umbria
Lago Polverina Marche
Lago del Salto Lazio
Lago di Bomba Abruzzo
Lago Guardialfiera Molise
Lago del Fusaro Campania
Lago Varano Puglia
Lago Ponte Fontanelle Basilicata
Lago Ampollino Calabria
Lago Pozzillo Sicilia
Lago Omodeo Sardegna

[ Normativa applicata nei controlli ]