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Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo

Competenza: Regione Sicilia;
Sede: (Albergo delle Povere) Corso Calatafimi, 213 - 90129 Palermo
Tel.: +39 091.422825 Fax: +39.091.422452
E-Mail: tpcpanu@carabinieri.it

Immagine raffigurante la sede del Nucleo TPC di Palermo

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo trova sede nell'edificio del reale Albergo dei Poveri che venne edificato per volontà di Carlo III di Borbone nel 1772 fuori dalla cinta muraria della città, per accogliere i poveri della Città. Il progetto iniziale dell'architetto Furetto subì notevoli modifiche, dovute inizialmente alla scoperta di tombe puniche al momento dello sbancamento. L'imponenza della costruzione e la difficoltà a realizzare talune parti, come la pianta ottagonale della chiesa, ne protrassero l'edificazione per un quarantennio, richiedendo l'intervento di numerosi architetti palermitani e l'impiego di ingenti somme di denaro da parte del nuovo re borbonico Ferdinando III, succeduto nel frattempo al padre.

Quando l'opera fu pressoché ultimata, una solenne processione sancì la volontà ufficiale di nobili e notabili della città per edificare questa opera sociale così arditamente innovativa, non solo perché i poveri di ambo i sessi e di tutte le età avrebbero potuto trovarvi riparo, ma perché sull'esempio delle esperienze di Milano e San Leucio, questi avrebbero potuto "vivere del proprio, con l'utilizzo delle loro braccia". Si crearono infatti all'interno dell'edificio pastifici, laboratori di tessitura ed un setificio altamente specializzato, affinché i poveri ospitati nel Reale Albergo "potessero alternare ad una vita di preghiera, una fattiva opera di creazione". Nei primi anni dell'800, grazie alla sapiente conduzione del Principe Gravina, la Pia Opera assistenziale trovò una più fattiva organizzazione con l'istituzione delle Suore di carità, mentre nuove ventate di moralismo ne decretarono definitivamente l'uso di ospizio di mendicità per sole donne, con il trasferimento dei soggetti di sesso maschile in un altro edificio di proprietà del principe, la villa Malaspina-Palagonia.

L'edificio ha pianta rettangolare, con due corpi laterali che gravitano attorno ai cortili con colonnato e portico, collegati ad una struttura centrale, anch'essa con cortile, dove campeggia la chiesa, sormontata da una cupola maestosa. Dal punto di vista architettonico rimane uno dei migliori esempi di costruzione settecentesca, contraddistinta da un'austera serenità dei suoi cortili e da un sapiente ed armonico utilizzo degli spazi. Nel 1990 è stato acquistato dalla Regione Siciliana, ed è sede di convegni e mostre di carattere culturale.