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La nuova politica agricola comune

Il 1° gennaio 2005 ha segnato per l’Italia l’entrata in vigore della nuova riforma della PAC (Politica Agricola Comune) introdotta a livello comunitario dal Reg. CE n. 1782/2003.
L’applicazione sul territorio nazionale delle nuove normative comunitarie e di quelle nazionali di attuazione, determinarà profondi e radicali mutamenti in tutti i settori del comparto agroalimentare interessati dall’attività del Comando Carabinieri Politiche Agricole.
La riforma ha, infatti, modificato tutte le procedure finalizzate all’erogazione ed al percepimento degli aiuti comunitari destinati agli operatori del settore agricolo. L’esigenza di adeguare le norme comunitarie collegate alla realtà economica agricola ai nuovi equilibri di mercato comunitario ed internazionale ed alle nuove e sempre più pressanti aspettative dei cittadini e dei consumatori, ha spinto la Commissione Europea a varare una nuova riforma della PAC in una prospettiva di lungo periodo (sono state fissate le previsioni finanziarie fino al 2013).
Le principali novità introdotte dalla riforma sono il cosiddetto disaccoppiamento, la condizionalità e la modulazione che hanno introdotto nuove modalità e precise condizioni vincolanti per tutti gli agricoltori intenzionati ad accedere al regime dei pagamenti diretti. Il disaccoppiamento rappresenta senza dubbio, uno dei punti più importanti ed innovativi della nuova riforma della PAC. Infatti, ciascun imprenditore agricolo sarà ammesso al regime del pagamento unico per azienda determinato sulla base degli aiuti percepiti dall’agricoltore stesso nel periodo di riferimento 2000-2002 ed indipendente dal tipo di produzione in atto.
L’effetto principale sarà, pertanto, quello di svincolare, e quindi disaccoppiare, il livello di sostegno economico da parte dell’Unione Europea dalla quantità e dal tipo di produzione realizzata (coltivazioni o allevamenti zootecnici). La condizionalità, in particolare, avrà l’effetto di vincolare il pagamento unico per azienda al rispetto da parte dell’agricoltore di specifiche norme (i Criteri di Gestione Obbligatori) in materia di salvaguardia ambientale, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere degli animali e dell’obbligo di mantenere i terreni in buone condizioni agronomiche ed ambientali.
Tra i vari settori dell’economia agricola alcuni, seminativi, riso, carni bovine e ovi-caprine, sono stati immediatamente interessati dalla riforma e, quindi, dall’entrata in vigore del regime del pagamento unico per azienda. Per il settore lattiero-caseario, il settore oleario e quello del tabacco, il disaccoppiamento totale, sulla base di precise scelte ministeriali, entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2006.
Rimangono, invece, escluse da tale forma di regime di pagamento le colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti e le colture forestali), gli ortofrutticoli freschi e quelli da destinare alla trasformazione (ad esempio il pomodoro da industria) e le patate da destinare al consumo diretto. Per queste tipologie di coltivazione rimarrà, infatti, vigente il pagamento accoppiato.
L’articolo 69 del Reg. 1782 del 2003 prevede anche la possibilità per ciascun stato membro di istituire dei plafond settoriali al fine di erogare dei pagamenti supplementari  in favore degli agricoltori che hanno realizzato colture specifiche o specifici allevamenti che rivestono importanza nella valorizzazione dell’ambiente o nel miglioramento della qualità e della commercializzazione del prodotto agroalimentare. Conclusosi, ad opera dell’Agea (l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), il lungo iter burocratico che ha portato dapprima alla individuazione dei beneficiari del nuovo regime di pagamento e successivamente alla determinazione per gli stessi dei titoli all’aiuto per ettaro, a partire dal mese di dicembre 2005 gli organismi pagatori daranno inizio al pagamento delle domande di aiuto presentate dai potenziali beneficiari, distinti tra agricoltori storici (che hanno ricevuto nel periodo di riferimento 2000-2002 almeno uno dei regimi di sostegno ammessi al disaccoppiamento), agricoltori succeduti (che hanno ricevuto l’azienda o parte di essa per via ereditaria da un agricoltore che nel periodo di riferimento ha fruito di uno dei regimi di sostegno) e quelli che hanno ricevuto un titolo dalla riserva nazionale.
In questo nuovo scenario così delineatosi, sarà quindi compito del Comando Carabinieri Politiche Agricole attraverso l’attività capillare dei suoi tre NAC, vigilare sulla corretta applicazione delle nuove regolamentazioni nel suo quotidiano impegno nella lotta alle frodi.