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Comando Carabinieri Politiche Agricole

Pubblicazione delle opere d'arte realizzate per il Comando

L'Accademia di Belle Arti di Roma

Foto raffigurante lingresso dell'accademia delle belle arti di Roma

L'Accademia di Belle Arti di Roma nasce con l'unificazione del Regno d'Italia. Una genesi drammatica perché a Roma, e solo a Roma, si opera una cesura netta con la precedente struttura tradizionalmente delegata all'insegnamento dell'arte. La Pontificia Accademia di San Luca, modello delle istituzioni similari che sorgono per secoli in tutta Europa, viene infatti divisa dall'Unità d'Italia, ma ancor più dalla trasformazione di Roma in Capitale del Regno, in due distinti tronconi: l'Accademia di San Luca, custode della tradizione storica, e l'Istituto Regio di Belle Arti, dedito unicamente all'insegnamento, con nuovi professori, nuove idee sull'arte e sull'istruzione artistica.
Lo scontro inevitabile tra Governo nazionale e Accademia Pontificia si formalizza così in una divisione di ruoli che viene avvertita come contrapposizione tra tradizione ed innovazione anche se lo studio dal vero non si sostituisce ma si integra con la consapevolezza della storia. Nei suoi primi anni, lo Stato Italiano si sforza di costruire anche per l'istruzione artistica una organizzazione efficiente e razionale. Dapprima tenta infatti di normalizzare i diversi pensionati artistici diffusi su
tutto il territorio, decide poi di sospenderli e di incoraggiare i giovani con l'acquisto di opere nelle rassegne artistiche ufficiali, istituisce infine nel 1891 un Pensionato Artistico Nazionale che pone in palio, tra gli studenti di tutta Italia; i vincitori hanno diritto ad una pensione di quattro anni da fruire a Roma, salvo i periodi dedicati ai viaggi di istruzione all'estero.
L'antico primato della Accademia di Belle Arti di Roma sulle consimili istituzioni delle altre città è così riscoperto come strumento congeniale anche per sottolineare il nuovo ruolo della città divenuta capitale d'Italia, punto di riferimento nazionale non solo in campo tecnico amministrativo, ma anche, appunto, culturale e artistico.
Le opere prodotte per il concorso, o presentate durante gli anni di pensionato, rimangono di proprietà del pensionato stesso e quindi sono depositate presso l'Accademia che, privata della propria Ogalleria storica', si costituisce via via una Ogalleria d'arte moderna' estremamente
interessante e significativa per la comprensione del dibattito artistico 'ufficiale' in Italia tra il 1890 e il 1940 circa. Nei primi decenni del '900, il riordino degli studi in campo artistico porta alla scissione dall'Accademia della Facoltà di Architettura mentre nell'Accademia di Belle Arti di Roma si ampliano gli insegnamenti aggiungendo la scuola di Scenografia ed uno specifico Corso di Incisione. Sulla vita dell'Accademia in questa prima parte del secolo fornisce puntuali
informazioni ed acute valutazioni, utili a ricostruire il clima in cui matura la stessa Oscuola romana, il saggio pubblicato da Fausto Vagnetti nel 1942. La storia che segue, nella seconda metà del secolo XX, è connotata da una cesura piuttosto netta tra un primo ventennio ancora saldamente ancorato a strutture ed insegnamenti 'accademici', nell'accezione nobile,
aristocratica del termine, e gli ultimi dibattutissimi decenni nel corso dei quali spesso le teorie e le sperimentazioni sull'arte si sono accavallate e contraddette. Alla base della elaborazione culturale della Accademia di Belle Arti attuale comunque rimane pur sempre la ricerca e la sua applicazione nella didattica, esattamente come un secolo fa, ricerca e didattica che nel reciproco confronto ed integrazione trovano stimolo a mantenere alto il livello qualitativo della formazione dei giovani allievi.