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Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari

Carne - Zootecnica

Riferimenti normativi:

  • Regolamento CE n. 805/68 prevede un pacchetto di aiuti sotto forma di protezione alle frontiere comunitarie, sovvenzioni alle esportazioni, acquisto all’intervento ed in misura minore forme di aiuto diretto agli allevatori (premi-capo);
  • Regolamento C.E. n. 1186/90 del Consiglio, del 7 maggio 1990, che, dal 1992, impone agli stabilimenti di macellazione muniti di bollo C.E. di classificare le carcasse di bovini adulti secondo il dettato della tabella comunitaria.
  • Regolamento C.E. n.344/91 della Commissione, del 13 febbraio 1991, modificato dal Reg. C.E. n. 1993/95 del 16 agosto 1995.

Più in particolare, per le specie bovine i regolamenti di riferimento sono:

  • Regolamento CE n. 1254/1999;
  • Regolamento CE n. 2342/1999;
  • Regolamento CE n. 3508/1992;
  • Regolamento CE n. 3887/1992;
  • Regolamento CE n. 3508/1992;
  • Regolamento CE n. 1760/2000.


Per la specie ovina e caprina, invece, sono:

  • Regolamento CE n. 3567/1992;
  • Regolamento CE n. 2529/1992;
  • Reg. CE 1782/2003. Stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della PAC e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori;
  • Reg. CE 583/2004 che modifica il Regolamento 1782/2003;
  • Reg. CE 795/2004 che reca le modalità di applicazione del regime di pagamento unico.

Le frodi:

  • Controllo di un allevamento bovino
     ingenti quantitativi di carne proveniente da Paesi terzi, circolanti nella comunità con un documento di transito comunitario “T1” vengono immessi sul mercato in modo fraudolento;
  • aumento delle quantità di prodotti esportati in modo da fruire di restituzioni maggiorate rispetto a quelle spettanti;
  • vendita del prodotto immagazzinato da parte dell’assuntore quando si verificano particolari conclusioni di nesso sul mercato;
  • sostituzione del prodotto con merce di qualità inferiore;
  • mancata distribuzione del prodotto mediante reimmissione fraudolenta sul mercato;
  • imprenditori che acquistano carne proveniente da ammasso pubblico (acquisto comunitario come misura di intervento sul mercato, categorie A – fino a 24 mesi di vita) con obbligo della trasformazione industriale a regime B, invece la immettono sul libero mercato;
  • presunti allevatori che presentano domande all’AGEA per percepire il contributo per la macellazione anticipata di vitelli nonostante non siano in possesso di alcun allevamento e non abbiano mai effettuato le macellazioni;
  • allevatori che fanno risultare una produzione di bovini maschi, vacche nutrici o ovicaprini superiore a quella reale, percependo indebitamente contributi comunitari;
  • l’Unione Europea pone in vendita a prezzo agevolato, la carne congelata di categoria A (vitelloni - giovani animali maschi non castrati di età inferiore a due anni) che detiene nei propri magazzini di intervento, col vincolo di: trasformazione industriale o esportazione o vendite sociali o trasformazione industriale per esportazione o indigenti o aiuti alimentari. Le ditte, invece di adempiere gli obblighi contrattuali, la immettono sul libero mercato o la esportano a paesi extracomunitari;
  • l’Unione Europea acquista carne congelata di categoria A (vitelloni - giovani animali maschi non castrati di età inferiore a due anni), classi U.R.O. e stato di ingrassamenti 2 e 3, stoccandola nei propri magazzini di intervento. Le ditte di stoccaggio invece di custodire la carne acquistata dalla comunità, la sostituisce con quella di minor pregio (D “carcasse di animali femmine che hanno partorito” invece di A) o alterandone il valore commerciale (O invece di R o stato di ingrassamento 4 invece di 3);
  • l’Unione Europea ha istituito la griglia comunitaria per uniformare il valore commerciale delle carcasse bovine pertanto, il classificatore deve identificare la mezzena indicando la categoria (A-B-C-D-E), la conformazione (S-E-U-R-O-P) e stato di ingrassamento (1-2-3-4-5). Le ditte invece di applicare una corretta classificazione, tendono a far sopravvalutare il prodotto (R invece di O e/o stato di ingrassamento 3 invece di 4) in modo che aumenti il valore commerciale della mezzena e quindi il profitto.

Ipotesi di reato:

  • truffa aggravata (art. 640 bis CP);
  • falsa fatturazione (Legge 516/82);
  • associazione per delinquere (art. 416 CP);
  • truffa (art. 640 CP);
  • falsità materiale commessa da un privato (art. 482 CP);
  • falsità ideologica commessa da un privato in atto pubblico (art. 483 CP);
  • falsità in registri e notificazioni (art. 484 CP);
  • concorso nel reato (art. 110 CP);
  • falsità in scrittura privata (art. 485 CP);
  • indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (316 ter CP);
  • associazione per delinquere (art. 416 CP) finalizzata all’indebito percepimento di contributi pubblici.