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Comando Carabinieri Politiche Agricole

Disacidificazione

Le uve fresche, il mosto di uva parzialmente fermentato, il vino nuovo ancora in fermentazione, il vino (anche atti a dare v.q.p.r.d.) possono essere oggetto di disacidificazione nelle zone viticole CIb (disacidificazione parziale), CII e CIIIa.

Anche il mosto di uve destinato alla concentrazione può essere disacidificato parzialmente.

La disacidificazione può essere effettuata con i prodotti indicati nell’Allegato IV al punto 1 lettera m) ed al punto n. 3, lettera l), del regolamento CE n. 1493/1999 (tartrato neutro di potassio, bicarbonato di potassio ed altri).

Il vino può essere disacidificato entro un limite massimo di 1 g/l, espresso in acido tartarico.

La disacidificazione dei prodotti a monte del vino (uve fresche, mosto di uve, mosto di uve parzialmente fermentato, vino nuovo ancora in fermentazione) è consentita solamente all'atto della loro trasformazione in vino atto a diventare vino da tavola o in vino da tavola e comunque deve essere effettuata nella zona viticola nella quale le uve fresche sono state raccolte (allegato V, sezione G, paragrafo 1, del Reg. CE n. 1493/1999). Lo stesso vale per i vini atti a diventare vino da tavola.

La disacidificazione dei vini può essere effettuata solamente nell'azienda di vinificazione e nella zona viticola in cui le uve utilizzate per l'elaborazione del vino sono state raccolte (sezione G. dell’allegato V al regolamento CE n. 1493/1999).

Si ricorda che l’acidificazione e la disacidificazione di uno stesso prodotto sono operazioni che si escludono a vicenda, salvo deroghe espresse in proposito.

Per quanto riguarda i tempi, i termini e le modalità dichiarative dell'operazioni di disacidificazione vale quanto già riportate a proposito dell'acidificazione.

TAGLIO

La definizione di taglio è contenuta nell’art. 34 del Reg. Ce 1622/2000. Le modalità generali relative al taglio sono contenute nel successivo articolo 35 laddove si evidenzia il divieto di taglio fra vini qualora uno dei componenti non sia conforme alla normativa del settore (reg. CE 1493/1999 e 1622/2000).

E' inoltre vietato il taglio tra vini da tavola bianchi e rossi (art. 42, paragrafo 6, del regolamento CE n. 1493/1999). Pertanto, la produzione di vini rosati può essere effettuata soltanto mediante vinificazione in bianco di uve nere o mediante uvaggi di uve bianche con uve nere, oppure mediante la miscelazione di mosti di uve bianche con mosti di uve nere. Invece, per gli spumanti, secondo un parere della Commissione UE, è possibile ottenere la colorazione rosata anche attraverso la mescolanza di vini di colore diverso, all'atto della costituzione della partita (cuveé) destinata alla elaborazione di uno spumante "rosato".

VINI DA TAVOLA

Vigneto

I vini da tavola devono avere un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 9% vol e non superiore a 15% vol., nonché un'acidità totale non inferiore a 3,5 g/l (regolamento CE n. 1493/1999, all. I, punto 13).

I vini atti a diventare vini da tavola che non raggiungono il titolo alcolometrico effettivo minimo dei vini da tavola (non inferiore a 8,5% vol, se prodotti esclusivamente con uve raccolte nelle zone viticole A e B, e non inferiore a 9% vol per le altre zone viticole) possono essere messi in circolazione soltanto per la elaborazione di vini spumanti o se destinati agli acetifici o distillerie od altri usi industriali.

L’arricchimento e il taglio dei vini atti a diventare vini da tavola con vini da tavola, al fine di portare il titolo alcolometrico effettivo a livello prescritto per un vino da tavola, può aver luogo soltanto nella cantina del vinificatore o per conto di quest'ultimo (art. 44 par. 7 del Reg. CE 1493/99).

VINI SPUMANTI E VINI SPECIALI

L'elaborazione dei prodotti in questione, negli stabilimenti dai quali si estraggono anche mosti e/o vini, è soggetta a particolari autorizzazioni e restrizioni in quanto comporta l'aggiunta alle partite base di sostanze (esempio saccarosio, alcool) la cui detenzione ed utilizzazione è altrimenti non consentita ai sensi dell'art. 17 del D.P.R. 162/65.

DOCUMENTI DI ACCOMPAGNAMENTO E REGISTRI

Il Reg. (CE) n. 884/2001 (G.U.C.E. n. L 128 del 10 maggio 2001) stabilisce modalità di applicazione relative ai documenti che scortano il trasporto dei prodotti vitivinicoli e alla tenuta dei registri nel settore vitivinicolo, in sostituzione delle norme contenute nel Reg. (CEE) n. 2238/93 e successive modificazioni ed integrazioni.

In effetti il Reg. (CE) n. 884/2001 si limita a riproporre, quasi integralmente immutate, le disposizioni del Reg. (CEE) n. 2238/93: in tal senso, anche tenuto conto che nessun cambiamento è intervenuto circa gli ambiti demandati alla potestà degli Stati membri, si intendono pienamente vigenti le disposizioni del decreto interministeriale 19 dicembre 1994, n. 768 (G.U. n. 69 del 23 marzo 1995), del decreto dirigenziale 14 aprile 1999 (G.U. n. 155 del 5 luglio 1999) così come modificato dal decreto dirigenziale 10 dicembre 1999 (GU n. 24 del 31 gennaio 2000). nonché del decreto dirigenziale 22 novembre 1999 (G.U. n. 66 del 20 marzo 2000).

Per quanto riguarda la tenuta dei registri, con il citato decreto dirigenziale 22 novembre 1999 è stata data facoltà a taluni operatori, per i quali sia già comunque aperta una posizione nel sistema informativo di questo Ispettorato centrale, di effettuare la vidimazione di alcuni registri presso i Comuni ove ha sede lo stabilimento od il deposito in cui sono detenuti i prodotti vitivinicoli. La predetta facoltà non può tuttavia essere esercitata nei casi elencati all’art. 2, paragrafo 1, del citato decreto (registri da tenere presso stabilimenti o depositi per la raccolta di sottoprodotti della vinificazione, per la produzione di aceti, di mosti concentrati rettificati, di vinelli, di prodotti vitivinicoli da uve da tavola o a duplice attitudine - operatori sottoposti a misure particolari a seguito di irregolarità - tabulati relativi a più operatori e a più tipologie di registrazione tenuti presso imprese specializzate).

Nel settore vitivinicolo, anche a seguito dell'emanazione del D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472 (regolamento di attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 3, comma 147, lettera d), della legge 28 dicembre 1995, n. 549, relativamente alla soppressione dell'obbligo della bolla di accompagnamento delle merci viaggianti), nulla è stato innovato circa i casi e i modi di emissione dei documenti di accompagnamento stabiliti dalle norme dianzi citate.

Ai sensi dell'art. 23 della legge n. 28/99 è stata prevista l'esenzione dall'obbligo di emettere la bolla di accompagnamento dei beni viaggianti di cui all'art. 1 del D.P.R. n. 627/78 per i prodotti vinosi contrassegnati. Peraltro, con D.P.R. 7 febbraio 2000, n. 48, (G.U. Italiana S.G. n. 57 del 09/03/2000) sono state abrogate le norme sul contrassegno IVA.

Al riguardo, il citato decreto dirigenziale 14 aprile 1999 ha stabilito che, per poter utilmente assolvere gli obblighi imposti dalla normativa comunitaria in ordine ai trasporti effettuati esclusivamente sul territorio nazionale dei prodotti vitivinicoli condizionati in recipienti di volume nominale pari o inferiore a 60 litri, è noto che potrà essere emesso un qualsiasi documento a condizione che lo stesso scorti il trasporto e rechi, almeno, le indicazioni elencate dall'art. 3, paragrafo 1, del regolamento CEE n. 2238/93. In proposito si rammenta che le citate indicazioni sono le seguenti:

  • nome e indirizzo dello speditore;
  • nome e indirizzo del destinatario;
  • numero di riferimento destinato ad individuare il documento di accompagnamento;
  • data di redazione nonché data di spedizione se è diversa dalla data di redazione;
  • designazione del prodotto trasportato a norma delle disposizioni comunitarie e nazionali.

Le scorte di bolle dei beni viaggianti potranno comunque essere utilizzate, per i trasporti di cui al punto 11.6. Infatti, ai sensi del citato decreto dirigenziale 10 dicembre 1999 gli operatori hanno piena facoltà di utilizzare qualsiasi documento, anche se previsto a diverse finalità, purché emesso nei casi e nei modi previsti, attualmente, dal regolamento (CE) n. 884/2001. In altre parole, sempre fatto salvo il disposto del predetto regolamento comunitario ma tenuto conto anche di altri eventuali obblighi che possono sorgere dall’applicazione di altre discipline (segnatamente quella fiscale), non è più rigidamente individuato il modello di documento da utilizzare per scortare il trasporto dei prodotti vitivinicoli condizionati in recipienti di volume nominale inferiore o pari a 60 litri e, pertanto, gli operatori possono redigere il documento o i documenti che meglio si adattano ai menzionati obblighi che sorgono in relazione al tipo di trasporto posto in essere. In tal senso, nulla osta a che le bolle richiamate in oggetto siano comunque emesse, conformemente alla richiamata normativa comunitaria, per il trasporto dei menzionati prodotti vitivinicoli.

Con riferimento alla circolazione delle uve trovano applicazione gli obblighi e gli esoneri stabiliti, rispettivamente, agli artt. 3 e 4, punto 1), lettere a) e b) del regolamento CEE n. 884/2001. In applicazione degli obblighi, quindi, si farà luogo all'emissione del documento di accompagnamento previsto dall'art. 2, comma 3, del D.M. n. 768/94 (allegato III al regolamento CEE n. 2238/93), con le modalità indicate ai successivi articoli 3, 4, 5 e 6 e, pertanto, utilizzando modelli con numerazione prestampata preventivamente timbrati e successivamente convalidati dopo la compilazione.

In linea generale, nei casi per i quali il regolamento CEE n. 884/2001 prevede deroghe all’obbligo di emissione del documento di accompagnamento occorrerà valutare se sussistano altri obblighi dettati dalla disciplina di tutela fiscale.

Per quanto riguarda, in particolare, le uve diraspate e/o parzialmente ammostate destinate alla vinificazione, qualora ricorra l'obbligo di emettere un documento di accompagnamento, occorrerà descrivere le uve stesse nel predetto documento con la menzione più precisa possibile, quale ad esempio "uve da vino diraspate", ovvero "uve da vino pigiate e diraspate" (allegato II, lettera B., paragrafo 1.1 del regolamento CEE n. 884/2001); si aggiunge che, nel caso di uve destinate a dare vino a D.O., dovranno essere menzionate le indicazioni più precise possibili riguardo alla varietà e alla destinazione.

Per quanto riguarda le uve da tavola non destinate al consumo allo stato fresco e che, pertanto, non possono essere più considerate prodotti del comparto ortofrutticolo ma che hanno, invece, una destinazione nella trasformazione in prodotti disciplinati dall’OCM vino, permane l’obbligo – in ogni caso - della emissione del documento di accompagnamento e della tenuta dei registri. Infatti per queste uve non trovano applicazione le deroghe cui si accennava al precedente punto 11.9., che sono riservate esclusivamente alle uve che vengono trasportate verso gli impianti di vinificazione (circostanza, quest’ultima, vietata ai sensi di quanto già rappresentato al suindicato punto 5). Gli obblighi in questione permangono, a più forte ragione, per i mosti ottenuti alle uve da tavola, che sono a tutti gli effetti (come ripetutamente rappresentato dalla Commissione UE) prodotti disciplinati anche dalla nuova OCM vino, dovendo pertanto figurare nel documento stesso - in adempimento al precetto contenuto nell’allegato II Sezione C del regolamento (CE) n. 884/2001 - la massa volumica oppure l’indice rifrattometrico del mosto, a nulla rilevando che l’uno o l’altro parametro risulti di valore inferiore a quello previsto per i mosti provenienti da uve da vino.

L’obbligo di emettere il documento di accompagnamento ricorre comunque anche per le uve da vino e per le uve c.d. “a duplice attitudine” che vengano trasportate presso impianti ove non si effettua la vinificazione.

Per i quantitativi di uve c.d. “a duplice attitudine” che eccedono quelli normalmente vinificati e per i prodotti vitivinicoli da esse ottenuti è consentita la vinificazione. A tale ultimo proposito, tuttavia, si precisa che, per il trasporto delle uve in parola (o dei mosti da esse ottenuti), effettuato dal produttore delle uve per conto proprio, con inizio dal suo vigneto, verso l’impianto di vinificazione dello stesso produttore di uve o verso quello dell’associazione cui appartiene (ad es. cantina sociale cooperativa) non distante più di 40 km dal vigneto di partenza, ricorre l’esenzione dall’obbligo di emettere il documento di accompagnamento prevista dall’art. 4, punto 1., lettera a), del regolamento n. 884/2001. In tutti gli altri casi diversi da quello appena descritto permane l’obbligo dell’emissione del documento di accompagnamento per scortare i quantitativi predetti verso un impianto di vinificazione, nemmeno ricorrendo l’esenzione prevista dall’art. 4, punto 1. lettera b), del regolamento (CE) n. 884/2001 ai sensi dell’art. 8, paragrafo 2, del citato DM 19 dicembre 2000.

I trasporti di vinaccia verso una distilleria riconosciuta e stabilita in Italia, effettuati ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di consegna dei sottoprodotti della vinificazione di cui all'art. 35 del regolamento CEE n. 822/87, devono effettuarsi con la scorta del documento di cui all'art. 2, comma 2 del D.M. n. 768/94 che, identificandosi sostanzialmente con la predetta bolla beni viaggianti, va tuttavia compilato nei modi previsti dal regolamento CEE n. 884/2001 nonché dal D.M. n. 768/94. Si segnala che, in alternativa alla predetta bolla beni viaggianti, può essere utilizzato il documento di accompagnamento destinato a scortare il trasporto dei prodotti allo stato sfuso, anche non convalidato.

I trasporti di vinaccia, effettuati verso destinazioni e/o per fini diversi da quelli di cui al punto 11.14., devono essere scortati dal documento di cui all'art. 2, comma 3, del D.M. 19 dicembre 1994, n. 768, applicando quindi le medesime disposizioni già richiamate per i documenti di accompagnamento delle uve. In tale caso, tuttavia, ai sensi di quanto previsto dall'art. 10 del citato regolamento CE n. 884/2001, copia del predetto documento deve essere trasmessa dallo speditore, con i mezzi più rapidi, entro il primo giorno lavorativo successivo a quello della partenza del prodotto all'autorità competente per il luogo di carico. Quest'ultima, inoltre, qualora non sia anche competente per il luogo di scarico, deve trasmettere copia della bolla in parola alla relativa autorità, entro il primo giorno lavorativo successivo alla ricezione.

Quanto appena richiamato al punto 11.15. si applica anche ai trasporti di feccia.

Principali disposizioni che disciplinano la produzione, la detenzione e la circolazione dei prodotti vitivinicoli

Norme comunitarie

  • Regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (G.U. CE n. L 179 del 14/07/1999);
  • Regolamento (CE) n. 1227/2000 della Commissione del 31 maggio 2000 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in particolare in ordine al potenziale produttivo (G.U. CE n. L 143 del 16/06/2000);
  • Regolamento (CE) n. 1607/2000 della Commissione del 24 luglio 2000 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in particolare in ordine al titolo relativo ai vini di qualità prodotti in regioni determinate (G.U. CE n. L 185 del 25/07/2000);
  • Regolamento (CE) n. 1622/2000 della Commissione del 24 luglio 2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici (G.U. CE n. L 194 del 31/07/2000);
  • Rettifica del Regolamento (CE) n. 1622/2000 della Commissione del 24 luglio 2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici (G.U. CE n. L 142 del 31/05/2002);
  • Regolamento (CE) n. 2244/2002 della Commissione del 16 dicembre 2002, che modifica il regolamento (CE) n. 1622/2000 per quanto concerne l’utilizzazione dell’acido tartarico nei prodotti vitivinicoli.
  • Regolamento (CE) n. 1623/2000 della Commissione del 25 luglio 2000 recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per quanto riguarda i meccanismi di mercato (G.U. CE n. L 194 del 31/07/2000 – si segnala che questo regolamento è stato più volte modificato: in particolare, talune modifiche sostanziali sono state introdotte con il recente regolamento (CE) n. 625/2003 della Commissione del 2 aprile 2003, pubblicato sulla G.U. CE n. L 90 del 08/04/2003);
  • Regolamento (CE) n. 2729/2000 della Commissione del 14 dicembre 2000 recante modalità d’applicazione per i controlli nel settore vitivinicolo (G.U. CE n. L 316 del 15/12/2000);
  • Regolamento (CE) n. 883/2001 della Commissione del 24 aprile 2001 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore vitivinicolo con i paesi terzi (G.U. CE n. L 128 del 10/05/2001);
  • Regolamento (CE) n. 884/2001 della Commissione del 24 aprile 2001 che stabilisce modalità di applicazione relative ai documenti che scortano il trasporto dei prodotti vitivinicoli e alla tenuta dei registri nel settore vitivinicolo (G.U. CE n. L 128 del 10/05/2001);
  • Regolamento (CE) n. 1282/2001 della Commissione del 28 giugno 2001 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda le informazioni per la conoscenza dei prodotti e il controllo del mercato nel settore vitivinicolo (G.U. CE n. L 176 del 29/06/2001);
  • Regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione del 29 aprile 2002, che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di taluni prodotti vitivinicoli (G.U. CE n. L 118 del 04/05/2002).

Questo regolamento, dopo le modifiche apportate dal regolamento (CE) n. 2086/2002 della Commissione del 25 novembre 2002 (G.U.CE n. L 321 del 26/11/2002), si applica a decorrere dal 1° agosto 2003, fatta eccezione per l’articolo 19 par. 3, l’articolo 47 par. 2 e l’articolo 48 par. 2 che sono applicabili dalla data di entrata in vigore. Ai sensi dell’art. 47, par. 2 e 49, sono prorogate le seguenti disposizioni sino al 31 luglio del 2003:

  • l’articolo 15, paragrafi 2 e 7, del regolamento (CEE) n. 823/87 del Consiglio del 16 marzo 1987 che stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate;
  • il regolamento (CEE) n. 2392/89 del Consiglio del 24 luglio 1989 che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve;
  • l’articolo 2 del regolamento (CEE) n. 3895/91 del Consiglio dell’11 dicembre 1991 che stabilisce talune norme per la designazione e la presentazione dei vini speciali;
  • gli articoli 8, 9 e 11 del regolamento (CEE) n. 2333/92 del Consiglio del 13 luglio 1992 che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati ;
  • l’articolo 72 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio del 16 marzo 1987 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo;
  • il regolamento (CEE) n. 3201/90 della Commissione del 16 ottobre 1990 recante modalità di applicazione per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve;
  • il regolamento (CEE) n. 3901/91 della Commissione del 18 dicembre 1991 recante modalità di applicazione per la designazione e la presentazione dei vini speciali;
  • il regolamento (CE) n. 554/95 della Commissione del 13 marzo 1995 recante modalità di applicazione per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati.
  • Con regolamento (CE) n. 1205/2003 della Commissione del 4 luglio 2003 (G.U.CE n. L 168 del 05/07/2003), infine, è stata prevista la proroga del termine previsto dall’art. 47, par. 1, secondo comma, consentendo così l’utilizzo delle etichette e degli imballaggi che risultano conformi alle disposizioni precedentemente in vigore (qui sopra richiamate) fino al 1 febbraio 2004.

Norme nazionali

A - Norme attuative

  • Decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1965, n. 162 “Norme per la repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei mosti, vini ed aceti” (da ultimo modificato con Decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 433, “Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi alla detenzione e alla commercializzazione di sostanze zuccherine, ai sensi dell’art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59” (G.U.R.I. - S.G. n. 293 del 16/12/1998);
  • Decreto 16 ottobre 1969 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Rivelatore da addizionare ai mosti con gradazione complessiva inferiore agli otto gradi e ai vini aventi acidità volatile superiore a quella stabilita” (G.U.R.I. - S.G. n. 270 del 23/10/1969);
  • Decreto 16 ottobre 1969 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Rivelatore da addizionare ai mosti e ai vini alterati per malattia o avariati, alle fecce e ai prodotti vinosi ottenuti da torchiatura aventi composizione anomala, nonché alle fecce liquide e semiliquide” (G.U.R.I. - S.G. n. 271 del 24/10/1969);
  • Decreto 21 dicembre 1977 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Norme sulla designazione e presentazione dei vini da tavola con indicazione geografica” (G.U.R.I. - S.G. n. 20 del 20/01/1978);
  • Decreto 28 novembre 1980 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Condizioni e modalità di impiego delle resine scambiatrici di ioni per la elaborazione del mosto di uve concentrato rettificato” (G.U.R.I. - S.G. n. 341 del 13/12/1980);
  • Decreto 16 settembre 1988 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Modalità di confezionamento e di commercializzazione dei mosti concentrati rettificati” (G.U.R.I. - S.G. n. 227 del 27/09/1988);
  • Legge 10 febbraio 1992, n. 164 “Nuova disciplina delle denominazioni d’origine dei vini” (S.O. n. 42 alla G.U.R.I. - S.G. n. 47 del 26/02/1992);
  • Decreto 6 maggio 1992 del Ministero dell’agricoltura e delle foreste “Modificazione al decreto ministeriale 16 ottobre 1969 relativo all’aggiunta di cloruro di litio ai sottoprodotti della vinificazione ed ai vini alterati” (G.U.R.I. - S.G. n. 254 del 28/10/1992);
  • Decreto 19 dicembre 1994, n. 768 del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali “Regolamento recante disposizioni nazionali di attuazione delle norme del regolamento CEE n. 2238/93, relativo ai documenti che scortano il trasporto dei prodotti e alla tenuta dei registri nel settore vitivinicolo” (G.U.R.I. - S.G. n. 69 del 23/03/1995);
  • Decreto 30 giugno 1995 del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali “Disposizioni in materia di requisiti minimi e di controllo dei centri di intermediazione delle uve destinate, in tutto o in parte, alla vinificazione” (G.U.R.I. - S.G. n. 158 del 08/07/1995);
  • Decreto 1 agosto 1995 del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali “Adozione dei nuovi modelli di dichiarazione di raccolta delle uve e produzione vino (G.U.R.I. - S.O. alla S.G. n. 193 del 19/08/1995, modificato dai decreti ministeriali 23/10/1995, 28/11/1995, 05/11/1996, 04/12/1996, 06/08/1997 e 16 ottobre 2001, quest’ultimo su G.U.R.I. – S.G. n. 260 del 08/11/2001);
  • Decreto 14 aprile 1999 del Ministero delle politiche agricole “Documento di accompagnamento dei prodotti vitivinicoli condizionati in recipienti di volume nominale pari o inferiore a 60 litri che circolano sul territorio nazionale” (G.U.R.I. - S.G. n. 155 del 05/07/1999)
  • Decreto 13 luglio 1999 del Ministero per le politiche agricole “Nuove disposizioni per la produzione, la commercializzazione e l’immissione al consumo dei vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica tipica designati con la qualificazione «novello»” (G.U.R.I. - S.G. n. 213 del 10/09/1999)
  • Decreto 11 ottobre 1999 del Ministero delle politiche agricole “Aggiornamento del registro nazionale delle varietà di viti” (e successivi aggiornamenti, modifiche e integrazioni)
  • Decreto 22 novembre 1999 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Vidimazione dei registri dei prodotti vitivinicoli in applicazione delle norme di cui agli articoli 12 e 17 del regolamento (CEE) n. 2238/93” (G.U.R.I. - S.G. n. 66 del 20/03/2000)
  • Decreto 10 dicembre 1999 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Proroga del termine stabilito dall’art. 1, comma 6, del decreto dirigenziale 14 aprile 1999 per l’utilizzo delle scorte degli stampati di modello conforme alla bolla dei beni viaggianti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627” (G.U.R.I. - S.G. n. 24 del 31/01/2000)
  • Decreto 26 luglio 2000 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Termine e modalità per la dichiarazione delle superfici vitate” (G.U.R.I. - S.G. n. 220 del 20/09/2000)
  • Decreto 27 luglio 2000 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Norme di attuazione del regolamento (CE) del Consiglio n. 1493/1999 e del regolamento (CE) della Commissione n. 1227/2000, concernenti l’organizzazione comune del mercato vitivinicolo” (G.U.R.I. - S.G. n. 184 del 08/08/2000)
  • Decreto 19 dicembre 2000 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Modalità di applicazione del divieto di vinificazione delle uve da tavola e per la vinificazione delle uve di cui all’art. 28, par. 1, regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio” (G.U.R.I. - S.G. n. 122 del 28/05/2001)
  • Decreto 27 marzo 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Modalità per l’aggiornamento dello schedario vitivinicolo nazionale e per la iscrizione delle superfici vitate negli albi dei vigneti DOCG e DOC e negli elenchi delle vigne IGT e norme aggiuntive” (G.U.R.I. - S.G. n. 84 del 10/04/2001)
  • Decreto 11 aprile 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Aggiunta di un rivelatore ai vini destinati alle distillazioni comunitarie” (G.U.R.I. - S.G. n. 114 del 18/05/2001)
  • Decreto 23 aprile 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Disciplina per il riconoscimento dei distillatori assimilati al distillatore ed al produttore” (G.U.R.I. - S.G. n. 156 del 07/07/2001)
  • Decreto 29 maggio 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Controllo sulla produzione dei vini di qualità prodotti in regioni determinate (V.Q.P.R.D.)” (G.U.R.I. - S.G. n. 141 del 20/06/2001)
  • Decreto 16 luglio 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Dichiarazione di giacenza del vino e dei prodotti vitivinicoli detenuti dai produttori e dai commercianti” (G.U.R.I. - S.G. n. 183 del 08/08/2001)
  • Decreto 24 luglio 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Fissazione della data per la redazione del bilancio annuo, previsto all’art. 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 884/2001” (G.U.R.I. - S.G. n. 173 del 27/07/2001)
  • Decreto 03 settembre 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Procedure per l’autorizzazione all’aumento del titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti vitivinicoli” (G.U.R.I. - S.G. n. 281 del 03/12/2001)
  • Decreto 14 settembre 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Applicazione reg. (CE) n. 1623/2000. Modalità per il rispetto dell’obbligo dei produttori vinicoli di consegnare le fecce e le vinacce alla distillazione o di inviarle alla distruzione sotto controllo” (G.U.R.I. - S.G. n. 259 del 07/11/2001)
  • Decreto 18 dicembre 2001 del Ministero delle politiche agricole e forestali “Consegna delle fecce provenienti da vini liquorosi ottenuti a partire dai mosti” (G.U.R.I. - S.G. n. 30 del 05/02/2001).

Per i vini a denominazione d’origine e ad indicazione geografica tipica si applicano anche le disposizioni particolari previste dai relativi disciplinari di produzione.

B - Norme sanzionatorie

  • Legge 23 dicembre 1986, n. 898 “Misure urgenti in materia di controlli degli aiuti comunitari alla produzione dell’olio di oliva (G.U.R.I. - S.G. n. 299 del 27/12/1986)
  • Legge 4 novembre 1987, n. 460 “Nuove norme in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, nonché sanzioni per l’inosservanza di regolamenti comunitari in materia agricola” (G.U.R.I. - S.G. n. 262 del 09/11/1987)
  • Decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 “Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205” (S.O. n. 233/L alla G.U.R.I. - S.G. n. 306 del 31/12/1999)
  • Decreto legislativo 10 agosto 2000, n. 260 “Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n. 1493/99, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, a norma dell’articolo 5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526” (G.U.R.I. - S.G. n. 221 del 21/09/2000).

Le frodi

  • Vini ottenuti dalla fermentazione di zuccheri di natura diversa da quelli dell'uva (pratica vietata in Italia, ma consentita in altri Paesi)
  • Aggiunta di sostanze non consentite: alcool, antifermentativi, aromatizzanti, coloranti
  • Messa in commercio di vini di qualità differente da quella dichiarata in etichetta
  • Messa in commercio di vini non conformi alle norme (acescenti, con contenuto di anidride solforosa eccessivo, o con gradazione alcolica inferiore a quella prevista).