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Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari

Vitivinicolo

Presso tutte le popolazioni, dalle primitive alle più evolute, si osserva l'uso di consumare bevande alcoliche ottenute dalla fermentazione di liquidi zuccherini (succhi vegetali, miele, latte). Il vino, ottenuto dalla fermentazione del succo d'uva, è probabilmente la più antica tra queste bevande e la più ricca di tradizioni, ricordata nella Bibbia e in numerosi documenti delle civiltà asiatiche più remote.

a. Classificazione dei vini

Bottiglia di grappa di vin santo

Per la commercializzazione si distinguono:

  • VINI A DENOMINAZIONE D'ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA (D.O.C.G.);
  • VINI A DENOMINAZIONE D'ORIGINE CONTROLLATA (D.O.C.);
  • VINI AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA (I.G.T.);
  • VINI DA TAVOLA;
  • vini speciali, quali: VINI LIQUOROSI, VINI SPUMANTI, VINI FRIZZANTI E VINI AROMATIZZATI.

DOCG e DOC sono vini di qualità ottenuti da uve provenienti da zone particolarmente vocate e rispettando le disposizioni di specifici "Disciplinari di Produzione", che stabiliscono il nome, la tecnica colturale, gli uvaggi, le rese massime ottenibili (in uva ad ettaro; in vino dall'uva), la zona di vinificazione e le loro caratteristiche.

Tutti i vini a DOCG e a DOC presentano disciplinari particolarmente rigidi, sono sottoposti ad esame chimico - fisico ed organolettico da parte di una Commissione di Degustazione ed ad altri controlli, necessari a garantirne la costante tipicità e la elevata qualità.
I vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT) devono essere ottenuti, per almeno l'85%, da uve raccolte nella zona geografica di cui portano il nome.

Il vino ha reso l'Italia famosa nel mondo per l'alto livello qualitativo raggiunto da alcune produzioni nazionali.

Gli uffici dell'Ispettorato Centrale Repressione Frodi dispongono di laboratori d'analisi particolarmente attrezzati per il riscontro della genuinità e della qualità del vino. A tal fine l'ICRF utilizza anche strumentazione d'avanguardia (spettrometri NMR) per applicare la tecnica analitica della risonanza magnetica nucleare, con la quale da anni vengono testate tutte le produzioni vinicole nazionali per tutelare i consumatori ed i produttori dall'illegale aggiunta di zuccheri di varia origine nel vino.

b. Un po’ di chiarezza nei termini

In alcuni vini a DOCG, a DOC e a IGT il nome della zona di produzione si accompagna a quella di 1 o 2 Varietà di vite (es. trebbiano, pinot, sangiovese)

I vini novelli vengono elaborati mediante la procedura della "macerazione carbonica" dell'uva intera, che permette di ottenere un vino con aromi e profumi particolari, e tale da renderlo adatto al consumo subito dopo la vendemmia (e comunque non prima del 6 novembre); per apprezzare il pregio di questo vino il consumo deve essere effettuato entro pochissimi mesi

Invecchiamento: non tutti i vini, come gli uomini, invecchiano bene: soprattutto i vini rossi possono migliorare; sono a rischio i vini bianchi, i vini passiti, più o meno zuccherini, sono ottenuti da uve opportunamente fatte appassire

I vini liquorosi sono prodotti aventi una gradazione compresa tra 15 e 22 gradi alcolici

I vini possono conservare più o meno gli zuccheri dell'uva, distinguendosi in dolci - amabili - abboccati o demi-sec; se invece la fermentazione è stata totale si avranno i vini denominati asciutti o secchi o dry; analogamente, gli spumanti vengono classificati in dolci - demi-sec o abboccati - secchi - extra-dry - brut - extra-brut-dosaggio zero

I vini spumanti ed i vini frizzanti sono prodotti caratterizzati dalla formazione di una caratteristica spuma (bollicine) derivata da anidride carbonica ottenuta da fermentazione naturale o da aggiunta (in questo caso in etichetta è presente la dicitura "gassificato").

Negli spumanti naturali la fermentazione avviene in bottiglia (metodo Classico) o in autoclave (metodo Charmat)

I vini frizzanti hanno una sovrapressione inferiore rispetto agli spumanti.

Riferimenti normativi

Principali disposizioni che disciplinano la produzione, la detenzione e la circolazione dei prodotti vitivinicoli ai fini della tutela della qualità e sicurezza dei prodotti stessi.

  • NORME DI RIFERIMENTO
    In allegato si fornisce un elenco delle norme di più frequente applicazione, con l’indicazione, dove ciò è risultato possibile ed utile, della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee o della Repubblica Italiana.
  • SOSTANZE ZUCCHERINE
    L'obbligo di emettere la speciale bolletta di accompagnamento delle sostanze zuccherine è stato abrogato ai sensi del D.P.R. 09.11.98, n. 433, che ha modificato l'art. 74 del D.P.R. n. 162/65.
  • DICHIARAZIONE DI GIACENZA
  • L’art. 6, paragrafo 1, del regolamento CE n. 1282/2001 ha stabilito che la dichiarazione di giacenza deve riguardare i prodotti detenuti alla data del 31 luglio. Al riguardo, con il decreto ministeriale 16 luglio 2001, è stato stabilito che la data di presentazione ai Comuni delle dichiarazioni di giacenza è fissata al 10 agosto di ciascun anno: tuttavia, tenuto conto che il 10 agosto 2003 è Domenica, in applicazione della regolamentazione comunitaria in materia ( Reg. CE n. 1182/ 71 ) la data ultima di presentazione è prorogata automaticamente al primo giorno successivo non festivo e, cioè, all’11 agosto 2003.I Comuni, a loro volta, dovranno procedere all’inoltro delle dichiarazioni presentate sia all’AGEA sia all’Ufficio periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per territorio che all’Ufficio decentrato dell’Assessorato all’Agricoltura competente per territorio entro il 25 agosto 2003.

    Alla stessa data del 31 luglio di ciascun anno è stata fissata, con il decreto del 24 luglio 2001, la redazione del bilancio annuo previsto dall’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 884/2001 e la chiusura dei registri con i saldi di tutti i conti. Pertanto, le giacenze contabili che risultano nei registri chiusi ogni anno a norma dell’art. 12 del decreto interministeriale n. 768/94 e del citato decreto 24 luglio 2001, devono corrispondere sia alle quantità indicate nella dichiarazione di giacenza (espresse in ettolitri) sia a quelle fisicamente presenti in cantina.

    Ai sensi dell’art. 6, paragrafo 1, con il Reg. (CE) n. 1282/2001, è stato previsto che i prodotti vitivinicoli comunitari ottenuti da uve raccolte nella vendemmia 2003 non devono essere dichiarati nella dichiarazione di giacenza: gli stessi devono essere dichiarati nella denuncia di produzione relativa alla campagna vitivinicola 2003/2004, che inizia il 1° agosto.

    Si rammenta che, in relazione ai decreti prefettizi emanati in applicazione degli articoli 20 e 36 del D.P.R. n. 162/65, permane l’obbligo di effettuare le denuncie a mezzo telegramma previste dall’art. 20 per quelle fermentazioni spontanee che dovessero avvenire fuori dal periodo stabilito.